500 Incantamenti

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Testo: 500 Incantamenti
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Faceva ancora molto caldo. Sfinita si era addormentata all'istante.
Si stupiva di questa velocità, lui aveva bisogno di più tempo, tutti i pensieri dovevano trovare una giusta collocazione prima di riuscire ad assopirsi. Dopo qualche minuto immobile sulla schiena iniziava a muoversi, distendeva le braccia in alto contro la spalliera del letto, spostando le mani a destra e sinistra, come una ballerina.
Rimase a guardare lo splendore di quel corpo assopito. Le rare imperfezioni non disturbavano, mascherate come erano in luoghi incantevoli, se isolati spesso portano bruttezza o ridicolo: gli alluci, le orecchie, la simmetria delle dita.
Iniziò a sfiorarla dal ponte grassoccio fra la spalla e il tronco, poi passò al seno e al costato. Sotto il polpastrello sentiva una patina di elettricità negativa sospesa sotto la pelle. Erano scorie accumulate durante la giornata. Il tocco le ripuliva.
Ripensò alle centinaia di volte che si era innamorato di quella stessa persona, compresa fra la punta dei piedi e la punta delle mani appoggiate verso la parete. Lei reagì lievemente ma non avrebbe ricordato quelle carezze nell'ora del risveglio.
Lui si sollevò contro la spalliera per osservare un numero maggiore di bellezze. Ne aveva contate un numero spropositato, cinquecento o forse più. Le aveva contate una per una, non era sicuro di avere compreso le ascelle. Apparivano come colline tese dove i peli chiari, morbidi o pungenti, si sollevavano al passaggio della mano. Quell'incavo delicato lo attraeva come una fonte di acqua cristallina dopo una camminata in montagna. Cinquecentouno? Forse. Non faceva molta differenza.
Quante bellezze poteva percorrere in un'intera notte? Forse trenta, quaranta, altrettante, sempre diverse, la sera dopo. Dopo alcune notti le avrebbe dimenticate e si sarebbe meravigliato di ritrovarle.
Gli riusciva difficile comprendere come quella quantità di incantamenti si trasformava in un numero infinito. Probabilmente nell'incapacità di calcolo della memoria, andata in confusione davanti a un numero così grande.
Smise di guardare e baciò nuovamente il corpo disteso. La bocca di lei ebbe un mezzo sorriso. La mattina dopo, al risveglio, avrebbe dimenticato, ma non proprio tutto. I baci dispersi dai sogni sarebbero tornati verso riva con la corrente del giorno

p.s. 2016

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